"SUSHI BAR SARAJEVO"
di Giovanni Di Iacovo
(Palomar Edizioni, 2006)
"11 UNDER 30"
contiene il racconto "Sognando una cicatrice"
di Giovanni Di Iacovo, Castelvecchi 2000

"11 UNDER 30"
contiene il racconto "Sognando una cicatrice"
di Giovanni Di Iacovo, Castelvecchi 2000


GIOVANNI DI IACOVO
Piccola Biblioteca Lunare è il suo blog letterario


RACCONTI

PALINSESTO


Ti stringo al mio petto, ai miei vestiti laceri. Ti bagno delle mie lacrime. Mi sei rimasta solo tu. Ti bacio mentre tutto crolla nelle urla della polvere. La carne si estingue sotto l'acciaio e le fiamme. Ti stringo più forte. Sto morendo. Mi nascondo qui sotto, tra i cadaveri dei miei genitori. Ore, giorni o mesi? Mi sei rimasta soltanto tu. Ti amo, piccola tivvù. Parlami ancora piccola tivvù, raccontami la verità, quella buona, quella che mi farà stare un po' meglio. Riscaldami con le tue risate di mille colori. Arresta le mie emorragie con un discorso fermo da un salotto ben illuminato. Infondimi un'ultima speranza con uno scroscio d'applausi, con le risate registrate, con una pubblicità del mulino bianco. Ti proteggerò tra le mie braccia sanguinanti, mia cucciola tivvù, ma ti prego. Ti prego. Dimmi che tutto questo non è l'inferno, ma è solo una "missione di pace".


FINO ALLE OSSA

Tutti in silenzio.
Aspettiamo.
Lentamente, il cielo si macchia d'incubo.
Noi siamo immobili.
Nudi.
Invincibili.
Gli occhi dritti verso il sole che precipita verso di noi.
Siamo negri, finocchi, musi gialli, puttane.
Arriva.
Siamo nani, ciccioni, scheletri.
Arriva.
Siamo sognatori, pacifisti,
oppure nichilisti, sporchi e cattivi.
Nessuna paura mentre l'ossigeno urla.
Iniziamo a bruciare.
Nessuna lacrima.
La nostra pelle arde in lingue di fuoco che s'innalzano
a sbeffeggiare le stelle, le religioni, le ideologie.
Nella desolazìone: fieri fino alle ossa.
Scoppiarno in risate invincibili, che squartano il buio, la morte, il potere.
Siamo ridotti in cenere, eppure ridiamo.
Spazzati via dal gelido vento della fine, ridiamo sempre più forte.
Ridiamo di voi.
Mai.
Non vincerete mai.

Giovanni Di Iacovo é nato ad Atri il 11/12/1 (il suo ultimo romanzo)
Attualmente vive e lavora a Pescara dove si è laureato in Lingue e Letterature Straniere con una votazione di centodieci e lode. Tra le attività nel campo dello spettacolo e della letteratura, c'è la vicepresidenza della Cooperativa Cinematografica Abruzzese "Provis", la collaborazione, ormai da molti anni, con la Scuola Romana del Fumetto e con il Laboratorio Scrittura e Disegno di Pescara. Dopo aver svolto la sua attività di segretario del Circolo Culturale Universitario che agiva in seno all'Arci Nuova Associazione, ha avuto una breve carriera d'attore nella compagnia teatrale Gruppo Quattro.
Per quanto riguarda la fortuna dei suoi racconti, dopo aver pubblicato diverse poesie e storie brevi in riviste e quotidiani locali, come il periodico"Virus" e "Loris il figlio di Virus" pubblicati dall'Arci, il primo esordio nelle librerie italiane fu con l'antologia "Sporco al Sole"edita da Besa-Book Bros nel 1999. Ha partecipato ad alcuni programmi televisivi, ha visto pubblicato nel 2000 un racconto dal titolo "Sognando una Cicatrice" nell'antologia della casa editrice Castelvecchi "11 under 30".
Successivamente ha pubblicato un racconto in due puntate su "Il Messaggero" dal titolo "Divieto di Sbirro".
Ha inoltre recentemente pubblicato "on-line" un racconto dal titolo "Maddalena Cyberpunk" sul sito di cultura erotica www.gabbia.com e una breve storia dal titolo " Il Verme del Vuoto" tradotta in cinque lingue sulla rivista web internazionale d'architettura "B.E.T.A.".
Da poco classificato primo nella selezione per la Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo, Di Iacovo rappresenterà l'Italia (ma in particolar modo l'Abruzzo) nella finale internazionale che si terrà a Sarajevo.
Attualmente sta lavorando ad un saggio su William Blake e la Rivoluzione Americana per l'Università G. D'Annunzio di Pescara.
La prosa del giovane scrittore pescarese è una commistione di diversi generi. Le ambientazioni dei suoi lavori sono quasi sempre le apocalittiche metropoli delle futuribili dis-topie di Orwell e Huxley condite però con l'ironia e il surrealismo tipici delle storie di Benni o con i forti colori erotici del primo Henry Miller. I personaggi sono ritratti di un sottoproletariato maledetto degno del Sunset Boulevard di Bukowsky oppure di una borghesia vuota e disperatamente alla ricerca di un abbeveratoio di adrenalina dove tuffarsi a costo della propria vita e dignità.

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