STANZE DI VITA QUOTIDIANA
di Alessandro Buda
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"Che noia, uffa, che barba! Pifììì!"
"Eccomi, Cavaliere, comandi!"
"Che programma abbiamo per oggi, Pifì?"
"Pensavo che si potrebbe fare un salto
a Parigi, a trovare Madama Veronica..."
"Sei scemo o ci fai?"
"Ma Padrone, saranno almeno due anni
che non la vedete..."
"E cosa vuoi che me ne freghi! La baldracca
mi ha testimoniato contro al processone del
2007, prima della rivoluzione, non te lo
ricordi?"
"Certo, mio Sire! Però, quando gli amici
Vi proposero di sbatterla nel cemento armato,
foste Voi a volerle risparmiata la vita!"
"Vero, Pifì, verissimo... purtroppo
sai cosa è stata quella donna per me!"
"Cavaliere, so benissimo e ammutolisco
d'ammirazione per il Vostro cuore inesauribile"
"Grazie, Pifì, purtroppo siete rimasti
in pochi ad essermi fedeli"
"Immensità, non dite questo! Sapete
meglio di me che il popolo italiano non è
libero di manifestarVi l'amore che ancora
e sempre cova per Voi. Purtroppo, oggi come
ieri, il popolo è schiavo della feccia bolscevica
che si è insediata a palazzo!"
"Pifì, purtroppo il mondo sta andando
a puttane, e nemmeno io sono più quello di
una volta: vedi, sono vecchio e mi commuovo
per ogni sciocchezza..."
"Santità, il mio occhio è cieco alle
Vostre lagrime, e la mia anima esulta di
virile adorazione per la Vostra ineguagliabile
persona!"
"E finiscila, Pifì, non esagerare! E
che cazzo, vabbé che ti pago per questo,
ma quando dici 'ste boiate non sei credibile!"
"Scusate, avete ragione, scusate, sto
più attento! Comunque dicevo che la mia ammirazione
non..."
"Vabbé, ho capito, finiscila!"
"No, no, Vostra grazia, lasciatemi dire!
Io Vi ammiro dal profondo del mio cuore;
anche qui, dal buio del Vostro esilio in
Chieti, la Vostra stella illumina l'intelletto
degli italiani di buon senso, ne ispira l'ardimento,
ne fomenta l'indignazione, e il giorno del
riscatto è sempre più vicino!"
"Grazie, Pifì, grazie di cuore. Il fatto
è che ormai sono troppo vecchio. Il generale
Cucullo mi è fedele, e forse anche il popolo
di questa cittadina. Ma è gente pacifica,
non farebbe mai una guerra per me! Ed anche
il generale, beato lui, ama troppo la buona
cucina e la cantina sotto casa: non sarebbe
affidabile!"
"Vostra scienza, allora permettetemi:
io sembro ancora giovane, date a me il comando
delle truppe!"
"Aaah, Pifì, ci risiamo! Un'altra delle
tue..."
"No, Ve ne prego, Maestà, non umiliatemi
ancora! Forse, anzi sicuramente non sono
degno, ma almeno sono fedele, e me lo avete
appena riconosciuto! Il Vostro pensiero è
il mio, il Vostro sogno è il mio, le Vostre
utopie sono le mie! Lasciate che io sia il
Vostro braccio e usatemi per schiacciare
la canaglia maoista!"
"Due palle, Pifì!"
"Mio Augusto, io ho sempre agito secondo
la Vostra volontà: ho sciolto il CCD, ho
rinunciato al Ministero degli Esteri, ho
calunniato i giudici, ho fatto uccidere Di
Pietro, ho fatto fare la centrale nucleare
a Bologna, sequestrare il Papa, precipitare
l'aereo della Juve prima della finale col
Milan, ..."
"Basta, Pifì, basta così, per favore!
Tu sei un pazzo scatenato: ti devo ricordare
di tutti gli innocenti che hai fatto trucidare?
Te li sei dimenticati? Biscardi, De Gregori,
Panatta, Causio, Nando Orfei, Alvaro Vitali,
Alberto Tomba, Totò Cascio, Rita Pavone,
Bud Spencer..."
"Ma Duce, io non feci altro che interpretare
il Vostro desiderio... io percepivo il fastidio
che quei personaggi volgari e importuni Vi
arrecavano, e provvedevo ad eliminarli pria
che ingenerassero l'odio nel Vostro cuore
immacolato!"
"Ma che cazzo vai dicendo, animale sanguinario!
Che fastidio mi dava Causio?"
"Vi ricordava D'Alema! Avete dimenticato
di quando vietaste l'uso dei baffi ed egli,
incurante, continuò a farne bella mostra?
Divenne un problema di ordine pubblico, e..."
"Vero, vero..."
"E così pure Biscardi e la Pavone, coi
capelli svergognatamente rossi..."
"D'accordo, ma Alberto Tomba?"
"Tomba aveva toccato il culo a Vostra
figlia Marina..."
"E già, sì, è vero, aveva toccato il
culo al cess... cioè a Marina... però...
Alvaro Vitali?!"
"Alvaro Vitali stava sui coglioni a
Bossi..."
"Noooo, che tu sia maledetto, l'hai
nominato!"
"Ah che caz... voglio dire: perdonatemi,
Onnipotente, ero scosso!"
"Quel voltagabbana impenitente, figlio
di un cane e di una iena, venduto ai comunisti!"
"Già, l'indegna banderuola! E' stato
Ministro della Ristorazione Ferrovaria nel
governo Curzi, poi Ministro del Tressette
nel secondo governo Benigni, poi ha fondato
la Sud Molisen Volkspartei, poi si è aperto
un'osteria a Venafro, poi è stato eletto
Mister Rutto 2011..."
"Maledetto, appena cambia il vento lui
cambia strada!"
"Bé, Monsignore, allora non parliamo
degli altri..."
"Alludi a Pancho Fede? Lui, poverino,
almeno ha creduto in quello che ha fatto:
si è infervorato con le idee rivoluzionarie
e ha partecipato agli scontri armati. Non
riesco proprio a odiarlo: lui era fatto così,
camaleontico ma coerente, e alla fine è diventato
un martire della rivoluzione..."
"Già, già, però morire così, su un traliccio
dell'alta tensione..."
"E' il destino degli intellettuali combattenti!
Ed ora il suo ritratto campeggia sulla facciata
del Piccolo Cremlino, con la bandana rossa,
il basco e il sigaro..."
"Sì, ma quelli che Vi hanno rinnegato?
Sgarbi, Ferrara, e tutti gli altri?"
"Vermi, Pifì, striscianti e cacasotto!
Lo hanno fatto per evitare la forca! Solo
Gianfranco si è immolato per la libertà,
che la sua anima possa vivere per sempre
nell'ordine e nel lusso sfrenato!"
"O Supremo, mi dolgo di averVi fatto
rivivere le esperienze dolorose di questi
anni!"
"Non ti preoccupare, servo fedele: in
fondo ho fatto la storia, e la storia...
la storia..."
"...non si ferma davvero davanti a un
portone..."
"...la storia entra nelle stanze, le
brucia..."
"...la storia dà torto e dà ragione..."
"...la storia sono io..."
"Mio Sultano, devo confessarVi una cosa!"
"Che cosa?"
"E' per questo che ho fatto uccidere
De Gregori!"
"Lo sapevo, Pifì, lo sapevo già!"
"E poi avevate detto che da vivo non
Vi piaceva per niente"
"DAL vivo, non DA vivo, imbecille! Storpiava
tutte le canzoni, non le riconoscevo neppure!"
"Accidenti!"
"Ma ormai poco importa, Pifì... Senti,
ti va ancora di andare a trovare Veronica?"
"Certamente, mio Scià di Persia, tutto
quello che volete Voi! Se gli infermieri
ci fanno uscire, però!"
"Aaah, che palle, di nuovo tutti quei
test!"
"Già! Ma ditemi, Unto... Voi che cosa
ci vedete in quelle macchie nere che ci fanno
vedere?"
"Me stesso, Pifì! Sempre e solo me stesso,
soprattutto da giovane! E tu?"
"Io pure, mio Re! A volte ci vedo Voi,
altre volte però non ci vedo niente... come
un qualcosa di vuoto, che mi fa pure un po'
paura..."
Alessandro Buda nato a Pescara nel 1967, ingegnere elettronico,
di professione sviluppatore di software,
sogna di lavorare come impiegato pubblico.
Sogna anche l'avvento di un modello economico
alternativo e non competitivo, la ritirata
morale e materiale degli americani entro
i loro confini, il ritorno di Cristo sulla
Terra e quello del Pescara in serie A. Ha
una moglie ed una figlia di due anni e mezzo,
con le quali condivide questi ed altri sogni.